San Benedetto

Benedetto da Norcia era un monaco e abate che visse nel V e VI secolo d.C. Fondò diversi monasteri e scrisse una regola per i monasteri che divenne fondamentale per il monachesimo occidentale. La Chiesa cattolica lo venera come Patrono d’Europa.

Le fonti principali della vita di Benedetto sono i Quattro Libri di Dialoghi che Papa Gregorio Magno scrisse nel 593/594 d.C. Il secondo libro è interamente dedicato a Benedetto, mostra il suo personale viaggio spirituale e lo ritrae come un grande asceta, un leader profetico di monaci e fondatore di monasteri, come autore di una regola, e taumaturgo. Il testo rientra in una tradizione di scritti agiografici ed è più incentrato sui fatti spirituali che sui dettagli biografici. Un’enfasi speciale è posta su scene che richiamano quelle di grandi figure bibliche, specialmente dei profeti Elia ed Eliseo.

Lo schema generale della vita di Benedetto dato da Papa Gregorio è stato successivamente arricchito con dettagli tratti dalle tradizioni locali e con ipotesi plausibili su date che sono diventate parte di una cronologia tradizionale accettata. Benedetto e sua sorella gemella Scolastica nacquero in una famiglia nobile cristiana a Nursia (l’odierna Norcia), nel 480 d.C. In seguito, Benedetto andò a Roma per i suoi studi. Si stancò della vita a Roma, avendo trovato la vita dei suoi compagni dissoluta e immorale, e i suoi insegnanti non cristiani e corrotti. Ciò lo portò ad abbandonare i suoi studi a Roma per perseguire una vita spirituale. Lasciò la città con la sua fedele nutrice Cirilla che lo accompagnò fino a Enfide (moderna Affile). Benedetto trascorse del tempo vivendo da eremita, in isolamento spirituale, in una grotta successivamente identificata come Sacro Speco, a Subiaco. I monaci di un vicino monastero chiesero a Benedetto, che era ormai un ben noto asceta, di diventare il loro nuovo abate. La sua insistenza sulla corretta disciplina monastica, tuttavia, lo portò a un conflitto con la comunità che tentò di avvelenarlo. Benedetto sfuggì miracolosamente a questo tentativo e ritornò nella sua caverna. In seguito, fondò 12 monasteri vicino a Subiaco e risiedette nel 13° come abate. Intorno all’anno 529 d.C. lasciò Subiaco con i suoi discepoli più devoti e andò a Cassino, dove fondò un monastero nell’antica acropoli pagana sulla collina che dominava la città. Qui scrisse l’estremamente influente Regola dei Monasteri e servì come primo abate del nuovo monastero fino alla sua morte, tradizionalmente ritenuta il 21 marzo del 547. Fu seguito poco dopo dalla sorella Scolastica che, insolitamente, fu sepolta nella stessa tomba.

I Dialoghi di Papa Gregorio hanno reso Benedetto uno dei santi più popolari della penisola italiana. Migliaia di monasteri che alla fine giunsero a seguire la sua Regola diffusero anche la venerazione di questo santo.

Secondo una tradizione ben attestata, le reliquie di San Benedetto furono trasferite nel monastero di Fleury (Francia) nel 672. Questo trasferimento è celebrato liturgicamente l’11 luglio. Il trasferimento delle reliquie viene tuttavia disputato con Montecassino, dove, dopo il bombardamento del monastero durante la seconda guerra mondiale, fu scoperta la tomba congiunta di Benedetto e sua sorella, a quanto pare confermando il racconto delle loro sepolture da parte di Papa Gregorio.

Nel 1947 Papa Pio XII riconobbe San Benedetto come “Padre dell’Europa”. Nel 1964, Papa Paolo VI lo dichiarò “Patrono d’Europa”. Papa Giovanni Paolo II ha allargato il gruppo dei Patroni d’Europa, aggiungendo Cirillo e Metodio nel 1980, e Caterina da Siena, Brigida di Svezia e Edith Stein nel 2000.

La festa di San Benedetto si celebra generalmente l’11 luglio, ma i monasteri benedettini mantengono una celebrazione il 21 marzo.